Solid e la rivoluzione privacy

La rivoluzione Privacy passa per Solid e Project Bali

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Una vera e propria rivoluzione basata sul concetto di Inverse privacy

Facebook con lo scandalo Cambridge Analytica ha confermato che gli utenti non hanno il pieno controllo dei loro dati e le aziende usano queste informazioni per ottenere profitti. Qualcosa sta però cambiando ad opera di due big del World Wide Web, innanzitutto il suo inventore, Tim Berners-Lee e Microsoft.

Tim Berners-Lee ha deciso di creare una nuova piattaforma che permette agli utenti la gestione completa dei dati sfruttando le migliori caratteristiche di Internet. Il suo nome è Solid, acronimo di Social linked data.

Il progetto open source è stato sviluppato in collaborazione con il MIT e la startup inrupt, della quale Berners-Lee è fondatore e CTO. Solid è una piattaforma che consente di scegliere dove conservare i dati e quali persone, gruppi o app possono accedervi. È possibile condividere i dati con chiunque e utilizzarli con più app allo stesso tempo. Dato che le applicazioni non sono legate ai dati generati, gli utenti possono evitare i “vendor lock-in” (Berners-Lee cita Dropbox) e passare da un servizio di storage all’altro senza perdere dati e connessioni social.

L’elemento principale della piattaforma è il Solid POD. Foto, commenti, contatti, eventi in calendario, dati del fitness tracker e altro sono conservati nel Solid POD personale che può essere nell’abitazione, in azienda oppure sui server di un provider. Dato che la gestione è completamente nelle mani dell’utente, i dati possono essere liberamente spostati. L’utente concede inoltre i permessi di lettura/scrittura alle app e l’accesso avviene senza nessuna sincronizzazione.

Il Solid POD è dunque uno spazio di storage personale e sicuro. Il Solid POD viene utilizzato anche per l’autenticazione. Invece di fare affidamento a servizi di terze parti è possibile sfruttare il Solid POD per comunicare la propria identità. Non esistono più, ad esempio, “login con Facebook” o “login con Google”, ma solo “login con Solid POD“. Al momento ci sono due provider che offrono i Solid POD, ma altri verranno aggiunti in futuro. In alternativa è possibile installare un Solid Server, seguendo queste istruzioni.

Sulla scia delle varie controversie che hanno visto facebook protagonista anche Microsoft ha deciso di intervenire et sta lavorando a un nuovo progetto che presumibilmente aiuterà gli utenti a ottenere il controllo sui loro dati. Il nuovo progetto, nome in codice Bali, è ciò che Microsoft chiama una banca dati personale.

L’idea alla base del progetto si basa sul concetto di Inverse Privacy, pubblicato per la prima volta dai ricercatori Microsoft nel 2014. Il documento afferma essenzialmente che i dati personali sono inversamente privati ​​se una terza parte ne ha accesso mentre il proprietario originale dei dati non ne ha accesso. Project Bali punta a risolvere questo problema e consentirà innanzitutto di aggregare i dati personali dei vari siti Web anche se non è chiaro esattamente quali siano i siti Web attualmente supportati e li memorizzerà all’interno della banca dati che è Project Bali. Gli utenti saranno anche in grado di visualizzare i dati.
Project Bali è disponibile come beta privata ed è probabile che Microsoft impiegherà del tempo per rendere le cose ufficiali in quanto la privacy è una questione molto delicata al momento.

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